Il Mezzogiorno, un terzo d’Italia, oggi è l’area più depressa d’Europa, dietro Portogallo, Grecia e Turchia. Anche in Spagna e Germania un terzo del paese è costituito da aree depresse ma lì le distanze si sono ridotte mentre da noi sono aumentate, unico caso d’Europa. Egli effetti pesano sul paese, contrariamente a quanti pensano, in economia ed in politica – vedi partito del Nord e partito del Sud – che i problemi dei meridionali non siano problemi di tutti. Infatti, per l’aumento del divario Nord-Sud, il paese ha peggiorato il suo ranking scendendo sotto la media europea: il nostro Pil procapite in Ppa (parità di potere d’acquisto, che tiene conto anche dei nostri prezzi più alti) è oggi inferiore a quello spagnolo ed anche a quello greco che anni fa era poco più della metà del nostro. Chi parla del Sud e del Nord come fossero paesi diversi è ignorante non solo di storia ma anche di economia. Alla soppressione della Cassa del Mezzogiorno degli anni ’90 doveva seguire una politica nazionale coerente con l’obiettivo europeo della coesione, cioè della riduzione dei divari, che è mancata. Sono stati soppressi gli investimenti straordinari senza che fossero compensati dagli investimenti pubblici ordinari, l’ammodernamento ferroviario si è fermato ad Eboli e le sedi giudiziarie meridionali sono scoperte del 30% di organici.
Non è stato fatto niente per ridurre i divari di competitività di regioni così lontane dai baricentri nordeuropei dei traffici e lo scandalo della Salerno-Reggio Calabria ne è un indice.
Oggi il Sud ha imboccato una strada che si avvia ad essere di non ritorno per il paese, a meno che la questione meridionale non torni al centro del dibattito “in modo serio”, alla Saraceno non alla Bossi o alla Lombardo. I dati più preoccupanti sono due, il calo della natalità e l’emigrazione dei laureati. Nel 2008, dopo secoli di andamenti diversi,
la natalità del Sud è scesa sotto quella del C. Nord, 1,2 figli per donna contro 1,4 mentre l’emigrazione, ripresa a botte di 100mila l’anno, è fatta in maggioranza di laureati e diplomati. Sono segnali assai brutti, indici del degrado in cui le condizioni di vita dei giovani e della famiglia sono precipitate. Viene meno uno dei vantaggi competitivi del Sud, la disponibilità di mano d’opera. Non sono segnali positivi né per il Nord, super congestionato e super inquinato, né per il paese che arretra in Europa. Le possibilità del paese di riprendere a correre si riducono se i divari regionali crescono. Purtroppo, anche a giudicare dal dibattito politico, le classi dirigenti sembrano ignorare l’ABC dell’economia, in particolare l’importanza dell’equilibrio territoriale nello sviluppo economico di un paese.
Nicola Cacace – L’Unità 19 luglio 2009.
Ha fatto bene Cacace a sollevare il problema sull’Unità, ma un popolo di “poveri Galli o polli” non può non considerare inutile “la pozione della verità” che da l’unica forza per sconfiggere “le legioni” che oggi sono fortemente influenzate dal potere personale ed elettorale della “Legione” tandem Berlusconi e Bossi. La pozione dice quello che ha scritto l’allarme di Cacace, ma c’è una parte che ancora non viene a galla e si propone una riedizione della Banca del Mezzogiorno come toccasana! Infatti: a) la realtà della “mafia” non è quella dei manovali che sparano e si sparano! Infatti anche se si trovano, talvolta, i colpevoli, quasi mai si viene a capo del livello superiore. Il perchè si trova spesso nelle collusioni tra la cosiddetta classe dirigente con i poteri pubblici meridionali collusi, per clientele elettorali, per comuni affari, per gestione di potere pubblico e progetti vari,per strategie incomprensibili ( vedi affondamenti di navi inquinanti nei mari del Sud Italia ), Etc….La mafia, la “ndrangheta”, la corona unita, la camorra, non sono fenomeni solo meridionali, ma hanno un potere condiviso con i grandi affari e il potere del Nord, queste organizzazioni criminali non sono gestite da coloro che sono manovali e sparano, da gestori consapevoli del denaro che tutto giustifica al nord e al sud. Perchè alla “stupida” proposta di Calderoli e dei suoi amici che hanno detto impunemente: Il costo della vita al sud è più basso, allora si riducano i salari ai lavoratori del sud, senza tenere conto che in qualsiasi paese povero il costo della vita è più basso, come avviene apparentemente al Sud, solo perchè nelle famiglie coloro che lavorano e possono spendere sono un lavoratore per 3 persone a carico, spesso un nonno per due nipoti, per la disoccupazione che c’è? Ebbene sarebbe bene guardare dentro e diffondere queste verità abbastanza evidenti ma dimenticate! Sarebbe bene invece delle “battaglie ideologiche” impegnarsi nella battaglia delle verità lampanti che interessano tutti i figli del Sud, i cui migliori, fortunati o coraggiosi, sono costretti a partire ed impoverire ancora, mentre i rappresentanti politici sono impegnati spesso nelle battaglie elettorali a cui partecipano con capacità di influenza anche i giovani di ben precisate famiglie colluse con il potere pubblico! La mafia in generale ha tentacoli ovunque, ha reti efficienti, e parlamentari di centro sinistra con le loro assenze hanno determinato uno scudo fiscale che aiuta il lavaggio del denaro sporco, che al mercato “corrente” della mafia costa almeno il 50% dell’oggetto “lavato e ripulito”.
Le famiglie tradizionali scardinate, il libertinaggio diffuso, la disoccupazione prevalente, il consumismo sfrenato, quasi sempre hanno indotto alla disgregazione sociale e alla scomparsa di costumi civili: La TV spettacolo, poco vera, poco rappresentativa della realtà del popolo é piuttosto disgregante di etica individuale e sociale, e per il resto rappresenta il prototipo dei desideri nascosti e inconfessati di almeno del 50% degli italiani.
O si affronta l’insieme dei problemi con la trasparenza della verità completa, oppure non sarà mai sufficiente dare alcuni allarmi, nella buona volontà e negli sforzi di buoni giornalisti. Il potere come tale, quello pubblico e quello politico, è inquinato dentro le ossa strutturali, al Nord come al Sud; non lo è tutto, ma poco ci manca, perciò occorre organizzare davvero la resistenza ” non fumettistica” dei “poveri Galli, polli”. Ci sono forze sane che devono scendere in campo, non divisi, quelli che riescono a mettersi d’accordo, ma con chiarezza e verità estrema come oggi è assolutamente necessario per sconfiggere la piovra dentro e fuori delle istituzioni!!!!!!!
Asterix