Perfetta …sintonia? L’Avvenire nel suo editoriale parla di veleni e sospetti e della catena delle non chiarezze… E subito corre in aiuto Gelmini “Penso a un bonus…..”. E la SCUOLA PUBBLICA? Arranca…
Dall’AVVENIRE…… “Secondo i partecipanti al tavolo promosso ieri mattina da Palazzo Chigi sul caso Fiat, congedando i suoi ospiti il presidente del consiglio avrebbe assicurato che «la stabilità del governo non è in discussione». E che dunque non è il caso di «dare retta ai ‘rumors’ che girano su Tremonti e Draghi», quali possibili alternative al premier in carica. È ben possibile che le cose stiano come dice Silvio Berlusconi. Ma è comunque significativo, e in qualche modo inquietante, che il capo del governo debba chiudere una riunione di lavoro, su questioni di grande delicatezza e con interlocutori non certo indifferenti a quanto accade nel Palazzo, preoccupandosi di sgombrare il campo da indiscrezioni che riguardano la sua personale tenuta.”
L’AVVENIRE INSISTE….. “Un fatto tanto più significativo, perché il fiume di notizie o pseudo tali, di pettegolezzi e di rivelazioni reali o asserite, di annunci di nuove inchieste che investono o soltanto sfiorano il vertice dell’esecutivo, non sembra volersi arrestare. Il caso di Bari e delle indagini che dal capoluogo pugliese condurrebbero nei pressi di Palazzo Grazioli, con l’immancabile contorno di gossip su feste private e accompagnamenti equivoci, è soltanto l’ennesimo ad abbattersi su un’opinione pubblica sempre più frastornata. E dopo quelli riguardanti veline e giovani protette, legali inglesi e voli di Stato, quest’ultimo non promette di restare tra i più indolori. I sostenitori dell’inattaccabilità del premier continuano a garantire che l’ondata di fango finirà bene o male per arrestarsi all’indomani dei ballottaggi.”
CI PENSA PERÒ GELMINI….. “Costituzione alla mano, voglio che tutti abbiano il diritto di scegliere se andare alla scuola pubblica o alla scuola paritaria. Quindi, siccome le scuole paritarie costano, sto pensando a una riforma che dia la possibilità di accedere a un bonus a chi vuole frequentarle”.
Un corsivista della domenica si chiede «perchè d’improvviso il ministro Gelmini offre soldi agli studenti della scuola privata, alcuni malevoli dicono che vorrebbe rabbonire la Chiesa, perché chiuda un occhioverso queste notizie sul premier….. Ma può la Chiesa transigere sulla sua morale, aprire una falla?» (Franco Dionesalvi, Il Quotidiano della Calabria, 21 giugno 2009)
Obelix alla ricerca della pozione magica

Sostenere le scuole private con un bonus a chi vuole frequentarle
(ASCA) – Roma, 18 giu – Sostenere le scuole private con un bonus a chi vuole frequentarle. È uno dei prossimi obiettivi cui lavora il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. In un’intervista al Corriere della Sera, Gelmini dice che «Costituzione alla mano, voglio che tutti abbiano il diritto di scegliere se andare alla scuola pubblica o alla scuola paritaria. Quindi, siccome le scuole paritarie costano, sto pensando a una riforma che dia la possibilità di accedere a un bonus a chi vuole frequentarle. Un pò come già succede in Lombardia».
Alcuni maligni pensatori sostengono che questa ipotesi allo studio del Ministero dell’Istruzione sia un viatico per rabbonire la morale della Chiesa e transigere in riferimento agli ultimi gossip (feste private e accompagnamenti equivoci) che coinvolgono Palazzo Grazioli.
I dati certi: la scuola pubblica ha subito dei tagli di budget consistenti; il corpo docente è il più penalizzato da questi interventi di contenimento della spesa; dunque, che effetti avrebbero altre riduzioni? Di stabilizzazione dei precari della scuola manco a parlarne, mentre aumenta la burocratizzazione per le liste di collocamento dei docenti con contratto a termine, i quali devono arrancare tra norme e visti di istituti che assicurano i sussidi di disoccupazione con un aggravio di carte e documentazioni che transitano tra vari uffici e che provocano un aumento dei costi di gestione dell’apparato pubblico.
Domande: Perché non calcolare, oltre ai costi dei sussidi di disoccupazione a carico dell’Inps anche gli oneri che la pubblica amministrazione sostiene con questa eccessiva burocrazia, pensare ad uno snellimento delle pratiche e con il risparmio ricavato avviare una ipotesi di stabilizzazione dei precari con un salario di ingresso?
Uno degli obiettivi di questo Governo non era quello di snellire la burocrazia?
Che questo Governo di destra abbia l’interesse a parificare il pubblico con il privato foraggiando “la libera imprenditoria” è un dato ormai incontrovertibile, inspiegabile resta invece la mancanza propositiva dei Sindacati Mi chiedo perché mai i sindacati con i loro istituti di studi sociali e di territorio sono silenti? Sono anch’essi “burocratizzati”?
Sebastiano Abbrescia
Non mi piacciono le illazioni …….che mi trasferiscono in un tempo passato ……..la lettura delle cose! È il mio pensiero parlare di fatti concreti……..
Ciao Alfred
Eheheheh! La Gelmini o chi per lei.
Dubito che la Gelmini abbia capacità di pensiero autonomo.