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2011 in review

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

A New York City subway train holds 1,200 people. This blog was viewed about 8.000 times in 2011. If it were a NYC subway train, it would take about 7 trips to carry that many people.

Click here to see the complete report.

L’Italia è in crisi, politicamente ed economicamente. Ma i problemi del paese vanno ben oltre la crisi attuale. Le radici del suo declino affondano nella fragilità dell’identità nazionale. L’unità raggiunta in fretta e furia nell’ottocento, l’avvento del fascismo nella prima metà del novecento e la successiva sconfitta nella seconda guerra mondiale non hanno certo alimentato nei cittadini l’amore per la patria. Se lo stato postfascista avesse raggiunto importanti successi e offerto ai cittadini un esempio con cui identificarsi, le cose forse sarebbero andate diversamente. Ma negli anni il governo di Roma si è semplicemente limitato ad amministrare l’economia nazionale. Negli ultimi sessant’anni lo stato ha fallito su tutta la linea: non ha garantito un governo efficace ai cittadini, non ha contrastato adeguatamente la corruzione, non ha tutelato l’ambiente e non ha protetto i cittadini da cosa nostra, dalla camorra e delle altre organizzazioni criminali. Oggi, nonostante i punti di forza del paese, il governo italiano è incapace perfino di guidare l’economia. Continua a leggere »

Natale 1991, 20 anni fa, Don Giuseppe Diana ha scritto «per amore del mio popolo non tacerò», non chiese assegnazioni di beni, con la sola forza della Parola e della Fede. Fu ucciso dalla Camorra. Parlava infatti alla gente della sua parrocchia, con l’annuncio di Cristo Gesù, con la forza della sua coerenza di fede e pastore, pagando con la sua vita. A Natale di vent’anni fa, don Giuseppe Diana pubblicava il documento: “Per amore del mio popolo”. Lo farà per riannodare il filo della memoria con un martire della Chiesa, ma anche per indicare una via d’uscita a quanti ancora oggi sono imbrigliati nella rete dell’illegalità e della violenza. Quel documento è di un’attualità straordinaria, fu una delle cause della uccisione di don Diana per mano della Camorra, avvenuta il 19 marzo del 1994. Il parroco tuonava contro la politica e le collusioni con la camorra. Continua a leggere »

Lamezia, capitale mancata della Calabria, è da tempo città del capitale dove si decidono sorti politiche, economiche, massoniche, affaristiche e mafiose. Da anni si scrive, anche da parte di giornalisti di professione, del rango di Roberto Galullo, di Lamezia crocevia delle mafie e della convegnistica di pietra. E nonostante sia la città più sottoposta a forti venti di tramontana, tanto da esser assurta recentemente a patria privilegiata del kitesurfing, soffia sempre più insistentemente un venticello che toglie il respiro: il sistema mafioso diffuso, sostenuto e finanche patrocinato dalla politica, che emerge, con forza e incisività, non nella forma di mafia delle pallottole e degli attentati intimidatori alle serrande dei negozi ma in quella che controlla in maniera silente il territorio, rispetto alla quale anche l’opinione pubblica, ormai impotente e rassegnata, tende a volgere le spalle tanto da non vederla più come un’emergenza. Continua a leggere »

La Usura nel Sud è aumentata del 90% da qualche tempo… in una corrente marina grande come le migrazioni di pesci neonati, questi personaggi sono tra i più pescabili. Ma per arrivare all’incremento del 90% dell’usura ci vuole molto lavoro. Il fatturato e i redditi di risparmio (sic!) che vanno nei 32 sportelli bancari di una città del sud come Lamezia Terme e circondario non sono, almeno per l’80%, redditi di lavoro subordinato o autonomo, oppure di imprese grandi o piccole. Allora come è possibile reggere tanti sportelli bancari?…. fate i calcoli applicando la semplice regola economica del “moltiplicatore dei depositi”. Le Guardie di Finanze e i magistrati esperti in economia conoscono questa regola. Basta analizzare i bilanci e verificare nelle banche depositi di clienti, i loro bilanci con poste attive e passive e allora tutto ciò che non torna con la realtà economica, è speculazione riuscita e in grande parte “denaro di incerta provenienza”… Continua a leggere »

La sfango col fango di Marco Travaglio – Quando emergono nuove prove in grado di ribaltare sentenze anche definitive, è prevista la revisione del processo (vedi strage di via d’Amelio). Purtroppo nulla di simile avviene per le sentenze del Csm, che in questi anni si è distinto nel colpire i magistrati perbene che tentavano di fare pulizia nella cloaca che collega Puglia, Basilicata, Calabria e Campania. Un pozzo nero fatto di ruberie di fondi pubblici (soprattutto europei), assunzioni clientelari, lobby cricche e logge spurie, servizi deviati, poliziotti infedeli, scambi di favori fra malapolitica, malagiustizia e malaimpresa. Un sistema trasversale di finanziamento occulto dei partiti cresciuto e ingrassato al riparo dai riflettori, visto che l’informazione è molto distratta sugli scandali del profondo Sud. Continua a leggere »

di Angelo d’Orsi – HO AVUTO il privilegio di partecipare all’inaugurazione della mostra “Da Sud. Le radici meridionali dell’Unità nazionale“, a Napoli, il 30 settembre scorso, alla presenza di Giorgio Napolitano. Ne è valsa la pena. E rivolgo un invito ai lettori a recarsi a visitare questo struggente racconto di biografie, tra sofferenze, speranze, morte e sopravvivenza a base di documenti fotografici, quadri, cimeli unici, molti mai esposti (fino al 15 gennaio 2012, ingresso). Vedere il presidente della Repubblica commosso davanti alla bacheca che ricorda i martiri della Rivoluzione Napoletana del 1799 è non solo una emozione privata, che pure lascia il segno, ma è un fatto di rilevanza politica. Ed è chiaro, ancorché implicito, il senso politico di questa ricca esposizione, curata, come lo splendido catalogo (Silvana Editoriale), da Luigi Mascilli Migliorini, uno dei pochi nostri storici ad avere il dono della comunicazione, e Anna Villari, studiosa d’arte. Continua a leggere »

Dopo la lettura dell’articolo a firma di Luca Piana e Leonardo Piccini sull’Espresso nr. 43 del 27 ottobre 2011, dal titolo “Che brutto affare l’energia dei Balcani”, unitamente alla lettura dell’articolo di Soli Ozel su “La Turchia si muove, forse troppo”, Asterix si è posto nuove domande, dopo l’articolo che abbiamo pubblicato l’11 agosto 2009 sul nostro blog, con il titolo “Putin, Erdogan, Berlusconi e lo charme corporale”. Allora, in occasione dell’accordo per il gasdotto “South Stream”, i tre della foto con pacche e strette di mano erano felici, poiché dalla Russia, facendo fuori l’Ucraina, si passava attraverso la Turchia, la Bulgaria, il Montenegro e l’Albania, perché poi il gasdotto, attraversato l’Adriatico, sarebbe arrivato in Puglia e da lì a risalito per il cuore dell’Italia del Nord e dell’Europa centrale! Un nuovo braccio avvolgente per i rifornimenti con gasdotti dalla Russia, la quale a nord e a sud superavano o saltavano la Ucraina e i relativi costi. In essi gasdotti di Putin c’era già la partecipazione ENI al 50 % per il North Stream, mentre al South Stream, da fare ancora, c’era la sola partecipazione Eni al 10%, oltre a Turchia, Bulgaria, Montenegro e Albania. Ci domandavamo allora: “cui prodest”? Continua a leggere »

La pace è donna

Le donne di IDV Calabria plaudono alla scelta dell’Accademia di Svezia di assegnare il premio Nobel per la Pace 2011 a tre donne, due liberiane e una yemenita, per il loro impegno per lo sviluppo della democrazia, la loro lotta non violenta in favore della sicurezza delle donne e del loro diritto a partecipare al processo di pace. Ellen Johnson Sirelaf, presidente in carica della Liberia, Tawakkol Karman e Leymah Gbowee, le tre donne premiate, hanno speso la loro vita e tutte le loro energie per la pace, i diritti umani e i diritti delle donne in paesi dove guerre infinite e regimi oppressivi hanno minato il diritto alla democrazia e alla libertà. Continua a leggere »

A poche ore dall’approvazione della manovra finanziaria nazionale e di quella della manovra di assestamento finanziario della Regione Calabria, l’ISTAT pubblica i dati sulla povertà in Italia per l’anno 2010, dai quali risulta che nell’anno di riferimento una famiglia su cinque risulta povera, la condizione di povertà relativa è più diffusa nel Mezzogiorno. Le condizioni più gravi si rilevano tra le famiglie residenti in Calabria, Sicilia e Basilicata, in particolare se nelle famiglie sono presenti figli minori. Nel Mezzogiorno è povera quasi la metà (47,3%) delle famiglie con tre o più figli minori. Continua a leggere »

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