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Riceviamo e pubblichiamo la lettera al direttore del Corriere della Sera del Prof. Pietro Tundo: “Alle Olimpiadi della Scienza, prevalenza degli studenti meridionali”. Bisogna diffondere la cultura del rispetto e non quella che umilia. Venezia, 4 agosto 2010

Gentile Direttore, l’articolo di Jacomella sul Corriere del 3 agosto produce una naturale indignazione per un fatto di costume e perciò ha una funzione sociale che va capita (http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_03/voti-maturita-record-lodi-scuole-sud_4d5aeb76-9ecb-11df-ad0c-00144f02aabe.shtml). Tuttavia esso provoca un senso di torto ingiustamente subito in chi ottiene realmente risultati di qualità.

Voglio prendere ad esempio il concorso “Olimpiadi della Scienza”, premio per le scuole medie superiori che ho fatto nascere, ora alla quinta edizione. Le ultime tre edizioni sono state condotte in collaborazione col MIUR. Ultimi risultati (bando, grafici, nomi) ai link: IV edizione: http://incaweb.org/green/pgsIVed/index.htm e
 V edizione: http://incaweb.org/green/pgsVed/index.htm

Ebbene, tra i concorrenti di questi premi, valutati da una commissione costituta da colleghi delle università del Nord e con un sistema a buste chiuse, ha visto costantemente la prevalenza di ragazzi e insegnanti del Sud. Questo sarà un piccolo esempio, ma non è isolato perché la maggioranza di competizioni e concorsi scientifici per i giovani vedono la prevalenza dei nostri ragazzi meridionali.

Perché? Certamente la spontaneità, il gusto della competizione, il desiderio di emergere – insieme alla bravura – giocano il loro ruolo. Ma allora dobbiamo chiederci: che succede poi di questi ragazzi, portatori di qualità ed entusiasmo? Spesso sono costretti a frequentare le università del Nord, perchè non trovano un ambiente favorevole nei loro paesi di origine.

Io quindi mi preoccuperei soprattutto di questo flusso di cervelli che nuoce al sistema paese e che impoverisce ed umilia la qualità dei nostri studenti e dei nostri insegnati meritevoli. Mi rendo conto che modificare questa tendenza è molto più difficile che cambiare il (mal)costume di dare voti alti; ma non perdiamo di vista l’obiettivo fondamentale che deve essere quello di ottenere dei risultati di crescita economica ed intellettuale per tutti; questo non si raggiunge se non si dà fiducia, incoraggiamento e giusto riconoscimento ai nostri prodotti e giovani speranze di qualità. Distinti saluti,

Piero Tundo Past-Presidente Consorzio Interuniversitario Chimica per l’Ambiente

http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5343

http://www.galatina.it/lopinione/100807pierotundovotialti.html

http://www.corrierediaversaegiugliano.it/index.php?option=com_content&task=view&id=12342&Itemid=66

In Italia un pensionato su due è povero con una pensione che non supera la soglia dei 500 euro al mese. Sono quasi 14 milioni e mezzo le pensioni ed il 49% del totale pari a 7 milioni non superano la soglia dei 500 euro al mese. Di questi, quasi 1.800.000, pari al 12,4% del totale, non oltrepassano nemmeno la soglia dei 250 euro al mese.

Ad effettuare lo studio sull’identikit dei pensionati è stato KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani. Il risultato che emerge è molto allarmante. Se da un lato la spesa previdenziale continua ad aumentare, dall’altro gli importi corrisposti sono relativamente modesti e, per la metà, non superano la soglia di povertà.

La media dell’importo mensile erogato dall’Inps ai pensionati italiani è di circa 655 euro. Ad innalzare la media ci sono i “pensionati d’oro”, circa 56mila titolari di pensioni, lo 0,4% del totale, che prendono più di 3.000 euro al mese.

“I pensionati italiani ed in particolare quelli del Sud sono tra i più poveri in Europa – afferma Vittorio Carlomagno presidente dell’Associazione Contribuenti Italiani – Serve un’armonizzazione europea del sistema pensionistico ed una politica economica seria che ponga al centro del sistema economico l’uomo con i suoi bisogni.”  Associazione Contribuenti Italiani

http://www.contribuenti.it/news/view.asp?id=3041

Dal RIFORMISTA venerdì, 11 giugno 2010 – Il Pd e la massoneria. Due realtà inconciliabili? Mentre in Italia infuria la polemica, a Perugia il tema non appassiona più di tanto. La sintesi tra squadre, compassi e militanza politica di sinistra, qui esiste da decenni. E nessuno si stupisce più. Perché se il capoluogo umbro è un feudo elettorale del Partito democratico, è anche vero che solo nelle vie del centro si contano almeno 19 logge. E così, nella nuova casa massonica perugina, in un antico palazzo a Corso Cavour, c’è persino chi si indigna di fronte all’ipotesi che qualche fratello possa venire epurato dal Pd. «Ma quale polemica… – si sfoga un responsabile del Collegio Venerabile – Nessuno ha mai fatto caso che ogni volta che c’è una crisi si tira fuori questo argomento? I nostri luoghi di ritrovo sono pubblici. Già nel lontano 1985 abbiamo sistemato una targa fuori dalla sede di Palazzo Giustiniani. Allo stesso modo abbiamo messo bene in chiaro i nostri riferimenti sull’elenco telefonico. Qualcuno si scandalizza se non viene resa pubblica anche l’identità dei nostri fratelli? Eppure mi sembra che persino gli elenchi degli iscritti a partiti e associazioni siano riservati». Continua a leggere

Perché un caso Lamezia? Le liste dei candidati del centrodestra, l’ 11 aprile, hanno avuto complessivamente la maggioranza 50,7% dei voti validi in consiglio, la candidata a sindaco del centrodestra aveva solo circa il 33%, mentre le liste regionali del centrodestra circa il 67% dei voti validi. Si è trattato di una sconfitta elettorale personale e palese della candidata a sindaco del centrodestra. Questo è un fatto. Altro fatto su cui riflettere sono gli spostamenti di circa 4500 voti dalle liste del centrodestra al candidato a Sindaco del centrosinistra, la cui candidatura formulata nelle primarie di coalizione, andrebbe analizzata e valutata per come è maturata anche nel Partito Democratico e nella compagine della Amministrazione comunale uscente, la quale si è retta, pur essendo in minoranza, con una serie ininterrotta di “equilibrismi” condotti per 5 anni. Lo spostamento di oltre 1500 voti dal centrodestra sono andati al candidato a sindaco del Terzo polo che così raggiungeva il 18% delle preferenze, più delle liste che lo sostenevano. Certamente, anche se sponsorizzata da Berlusconi, la candidata a Sindaco del centrodestra, non è risultata gradita agli stessi raggruppamenti PDL e UDC in primo luogo. Questi sono dati numerici oggettivi, ma dentro questi fatti è opportuno leggere, poiché il già ventilato e realizzato voto disgiunto, ha una tale dimensione e consistenza che non si può ricondurre solo a una scelta non guidata e personale di singoli. Continua a leggere

Il fisco lunare costa 19,2 miliardi all’anno ai contribuenti italiani titolari di partita iva. Questo è il costo complessivo annuo che sostengono gli artigiani, i liberi professionisti e le PMI a causa della burocrazia fiscale in Italia. Una “tassa occulta” di 5.036 euro l’anno. L’indagine condotta da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani ha preso in considerazione tutti i costi per la compilazione della dichiarazione dei redditi, IVA, Intrastat e sostituti d’imposta, degli studi di settore, del calcolo del redditometro, del disbrigo delle pratiche fiscali, del costo per l’acquisto dei software fiscali, della tenuta della contabilità, della trasmissione telematica, della gestione dei crediti fiscali e degli avvisi bonari, delle istanze in autotutela, del contenzioso tributario, degli adempimenti per la privacy e per l’antiriciclaggio e della formazione del personale per gli adempimenti in materia contabile e fiscale. Continua a leggere

SALERNO Corriere del Mezzogiorno 26 marzo 2010 Allevamento di bufale colpito da brucellosi, sequestrati più di mille animali infetti, sigilli ad un allevamento di Capaccio Scalo, a Paestum, il Nas: «Abbattute 21 bestie colpite dal batterio». Dopo Caserta scatta l’allarme brucellosi anche in provincia di Salerno. I carabinieri dei Nas hanno effettuato, nella giornata di ieri, un sequestro cautelativo in un allevamento di bufale di Capaccio Scalo. Dove sono stati individuati ventuno capi di bestiame affetti da brucellosi. I militari, diretti dal capitano Walter Feniello, hanno poi sequestrato tutti i 1.280 animali presenti nell’allevamento in attesa di ulteriori analisi che dovranno verificare la presenza di eventuali altri animali affetti dal batterio della brucella. I carabinieri hanno anche provveduto a segnalare alle autorità competenti il titolare della struttura: un noto allevatore di Capaccio Scalo. Continua a leggere

ROMA – Fonte Inail. Non lavorano e, soprattutto, hanno rinunciato a cercare un’occupazione: sono le donne “inattive” italiane, ben nove milioni e 787mila (dati Istat terzo trimestre 2009). Ma cosa spinge una donna a fare una scelta simile? Nella maggior parte dei casi – oltre alla difficoltà di trovare un impiego soddisfacente – a determinare la situazione è il modello culturale di riferimento, supportato dalla situazione familiare. A far luce su questo fenomeno in costante crescita sul territorio nazionale la ricerca, in fase di pubblicazione, “L’inattività femminile in Italia: analisi dei fattori determinanti”, promossa dall’Isfol e realizzata attraverso la somministrazione di un questionario con tecnica Cati a un campione di 6.000 donne nella fascia d’età 25-45 anni. Continua a leggere


«Salerno-Reggio, i cantieri dei boss» titolava la Repubblica nel lontano 22 marzo 2005 per indicare le mani delle cosche sulla costruzione della terza corsia e faceva anche una profezia, dato il ritmo di avanzamento dei lavori, che sarebbe stata ultimata solo nel 2035. Attilio Bolzoni di Repubblica, al cui articolo rimandiamo per le informazioni più dettagliate, ci dice che «la camorra controlla il primo tratto ed in Calabria c’è la ‘ndrangheta», aggiungendo «l’estorsione alle imprese è del 3% ed ha un nome tassa ambientale» ed ancora «indaga la Finanza a Battipaglia e a Eboli, la Dia a Cosenza, indagano i carabinieri a Catanzaro, indaga la polizia a Palmi e a Villa San Giovanni. Un lotto è un processo, una gara d’asta è un rinvio a giudizio. Dietro ogni curva c’è una cosca che si avventa sulla terza corsia». Nella grafica i costi, i tempi, i clan. Come finirà? E Quando? Ma soprattutto quanto costerà?

La mafia in salotto? L’arresto dell’insospettabile architetto Giuseppe Liga a Palermo rivela, se ce ne fosse bisogno, gli stretti legami organici tra mondi opposti, ma si sa gli affari sono affari! Palermo, dunque, laboratorio isolato oppure la punta di un fenomeno largamente ramificato nel paese? Una ragnatela sottile alla quale le classi dirigenti sono aggrappate. Era solo il 24 agosto 2001, giusto qualche lustro fa, quando, sempre a Palermo (ma solo a Palermo?) un ministro della Repubblica affermava pubblicamente che «con mafia e camorra bisogna convivere e i problemi di criminalità ognuno li risolva come vuole». In serata, poi, il ministro Pietro Lunardi corresse il tiro «La mia battuta è stata forse imprecisa o infelice». Intanto la mafia dei colletti bianchi, quella che non fa rumore con le bombe o le pistole, assume posizioni di vertice attraverso il ruolo finanziario e politico. Una nuova (?) classe dirigente si affaccia attraverso connivenze, legami occulti, sedimenti, infallibili ambiguità. A tal proposito riproponiamo l’intervento di Peter Gomez sul Fatto Quotidiano del 24 Marzo 2010.

Lauree e salotti buoni: l’aristocrazia che sa di Gattopardo

Adesso che in carcere tutti gridano all’insospettabile. Giuseppe Liga, l’architetto di Cosa Nostra, diventa all’improvviso un corpo estraneo, un caso, un qualcosa che non può far parte di quella Palermo elegante e borghese da anni, a parole, schierata contro la mafia, ma in realtà da sempre sospesa tra mafia e antimafia. Sì, perché chi non vuole fermarsi alle cronache delle tv e dei giornali del nord sa benissimo che la storia di Liga, il leader del Movimento cristiano lavoratori diventato, secondo l’accusa, capo della famiglia mafiosa di Tommaso Natale, non è un’eccezione. E’ la regola. O quasi. Continua a leggere

Sono quelli che…… arrestano quelli degli altri partiti. Non lo sono invece quelli che indagano sul Presidente. A riguardo bisogna segnalare che, per le dichiarazioni del sig. Berlusconi, non lo sono quelli che indagano sulle sue attività private, eventuali corruzioni, eventuali falsi in Bilancio, eventuali corruzioni di magistrati; non lo sono anche quelli che indagano sull’uso del potere politico e presidenziale a fini intimidatori, o per ridurre al silenzio giornalisti della RAI. (E già…… nelle sue TV egli li ha mandati via direttamente, senza il fastidio di dovere dare conto ad alcuna normativa…… vedi Mentana). La domanda, a coloro che hanno a cuore le istituzioni della Repubblica Italiana fatta dal nostro Blog www.mezzogiornocritico.wordpress.com è: possibile che il Presidente del Consiglio possa fare le affermazioni che ha fatto sulla magistratura che ha arrestato il v. presidente della regione Puglia? Continua a leggere

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